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Tecnologia CAD CAM nello studio dentistico

tecnologia CAD CAM nello studio dentistico

Tecnologia CAD CAM nello studio dentistico

 

I trattamenti estetici e protesici dentali sono diventati sempre più richiesti dai pazienti che vogliono beneficiare di trattamenti indolori che ripristinano o migliorano la loro funzione masticatoria, ma soprattutto la loro funzione estetica. L’uomo moderno associa salute e bellezza a un sorriso bianco e luminoso. Questo è anche l’obiettivo degli specialisti che pongono l’accento sul restauro delle strutture dentali con materiali biocompatibili, realizzati con l’ausilio della tecnologia informatica, perfettamente integrati nella fisionomia di ogni paziente.

 

Il sistema CAD/CAM permette la realizzazione di parti protesiche che rispondono alle esigenze del medico e del paziente, risultando ottime sia dal punto di vista estetico, ma soprattutto dal punto di vista del brevissimo tempo necessario per realizzare un restauro. Il paziente beneficia di un trattamento indolore e i risultati sono visibili nel più breve tempo possibile.

Il sistema CAD/CAM è composto da uno scanner, un computer con software di imaging 3D e un’unità di fresatura con frese diamantate veloci e precise che trasformano i dati elaborati nel prodotto finito. (per maggiori dettagli clicca qui “Conosciamo il sistema CAD CAM“)

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Le fasi di realizzazione di un lavoro protesico utilizzando la tecnologia CAD/CAM in studio

 

Il metodo di lavoro con CEREC – il più utilizzato negli studi dentistici.

 

  1. Preparazione del dente

La prima fase consiste nel preparare il dente secondo il restauro desiderato. L’anestesia locale è il primo passo ed è raccomandata, come con qualsiasi trattamento dentale invasivo, per il comfort del paziente.

Che si vogliano realizzare corone complete, corone parziali, faccette o intarsi, sono necessarie preparazioni precise, con soglie e bordi ben definiti, con angoli arrotondati e smussati. L’impronta è ottica ed è per questo che abbiamo bisogno di soglie chiaramente evidenziate. Quando è coinvolta la zona di giunzione gengivale, si consiglia di utilizzare il filo di retrazione, i siliconi per evidenziare il solco gengivale o il laser che evidenzia il solco gengivale e realizza l’emostasi in quella zona. Molto utile, invece, è la diga dentale che realizza un completo isolamento del campo protesico, facilitando così il lavoro del medico e dell’infermiere e proteggendo il paziente.

 

Dopo aver isolato il campo protesico, si rimuove la dentina alterata (carie dentale) e si prepara il dente (per intarsio, faccetta, corona, ecc.) con l’ausilio di apposite frese, identica alla procedura utilizzata per preparare il dente per un’impronta classica.

 

Successivamente, i denti vengono ricoperti con una polvere antiriflesso che viene applicata in uno strato sottile e uniforme, poi viene rimossa rapidamente lavando con acqua .

 

  1. Impronte digitali ottiche

L’impronta ottica è la fase più semplice, che richiede pochi secondi e quindi vengono scattate fotografie tridimensionali del dente preparato. Le immagini vengono catturate automaticamente e chiaramente quando la telecamera a scansione ottica rileva le migliori immagini della preparazione.

 

L’impronta viene presa dal lato occlusale e laterale, nell’area del colletto, accumulando informazioni complete per il software di elaborazione. Vengono scansionati anche i denti opposti e l’occlusione. Tutte le immagini vengono “incollate” automaticamente, offrendo una situazione identica a quella clinica, sulla quale il medico creerà tramite il computer il restauro desiderato.

 

Con l’aiuto del software , la faccia occlusale dei restauri dentali viene realizzata in modo preciso, naturale e in accordo con gli altri denti del paziente. Le caratteristiche individuali dei denti adiacenti e omologhi vengono memorizzate, generando proposte naturali identiche con contatti laterali e occlusali perfettamente adattati.

 

Il medico traccia i limiti della preparazione e completa l’elemento protesico in formato 3D. Alla fine, viene scelto il cubo di ceramica integrale (feldspatica o disilicato) nel colore e nella dimensione desiderata, quindi l’ordine viene inviato all’unità di fresatura.

 

  1. Fresatura

L’unità di fresatura utilizza utensili diamantati , in base alle informazioni ricevute dal computer, un blocco del materiale prescelto con una precisione dell’ordine dei micron in tempi molto brevi.

Dopo aver fresato il blocco, si controlla la ricostruzione completata sul dente e se necessario si possono apportare piccoli aggiustamenti.

 

  1. Fissaggio

I kit offerti dalle aziende produttrici di materiali ceramici offrono la possibilità di smaltatura e pigmentazione dell’elemento protesico in modo che l’aspetto finale sia il più naturale possibile. È necessario disporre di un forno nello studio per la cottura della ceramica. Dopo la rifinitura, la lucidatura e l’individualizzazione del colore (se applicabile), il lavoro protesico viene fissato (cementato) sul dente.

 

Benefici:

  • I lavori in ceramica integrale si eseguono in un’unica seduta (normalmente sono necessarie circa 3 sedute per completare il trattamento), risparmiando tempo;
  •  Non è più necessario indossare provvisori che possono deteriorarsi rapidamente e sono scomodi, mentre il laboratorio esegue il lavoro protesico;
  • Il materiale utilizzato per i restauri è biocompatibile al 100% – ceramica dentale, quindi non ci sono allergie, sapore metallico o alito cattivo;
  • I trattamenti restaurativi sono molto più conservativi perché viene rimosso uno strato sottilissimo di smalto;
  • Il restauro dentale viene proposto ed eseguito interamente da un computer, eliminando così il rischio di errore umano durante la lavorazione;
  • Il restauro viene creato e realizzato dall’inizio alla fine dallo stesso medico, quindi c’è il pieno controllo sul suo aspetto finale;
  • Non c’è più bisogno di impronte con materiali che possono provocare vomito o sporcare il paziente, perché l’impronta viene presa con una scansione ottica molto comoda.

 

Le tipologie di restauri realizzati nello studio dentistico con tecnologia CAD/CAM

  • inlay, onlay, overlay;
  • corone di copertura: su denti vitali, denti corti, denti devitalizzato con estensione della preparazione nella cavità pulpare;
  • faccette in ceramica;
  • ponti dentali: ponti fino a 4 elementi, fresando la ceramica al disilicato di litio sopra una struttura in zirconio – necessario   lavorare con il laboratorio odontotecnico;
  • guide chirurgiche: aiuta a creare il neo alveolo senza la necessità di eseguire il lembo; possono essere utili solo nelle prime fasi dell’intervento chirurgico o possono arrivare fino al posizionamento dell’impianto.