Mini impianto ortodontico PT V
Il prezzo originale era: 68,12 €.37,75 €Il prezzo attuale è: 37,75 €. +IVAMini-impianti ortodontici
Viti di ancoraggio temporaneo da inserire nell’osso, note anche come TAD. Risolvono il problema più antico dell’ortodonzia: quando sposti un dente, la forza di reazione sposta anche quello che stai usando come appoggio. Con un ancoraggio nell’osso, quella reazione non ha più effetto.
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Che cos’è l’ancoraggio assoluto
Nell’ortodonzia tradizionale l’ancoraggio si costruisce con altri denti, con bande e con dispositivi extraorali, e in ogni caso una parte del movimento indesiderato si accetta. La vite si integra meccanicamente nell’osso e non si muove: la forza applicata produce solo il movimento voluto.
| Situazione | Cosa permette |
|---|---|
| Chiusura di spazi | Retrarre gli anteriori senza perdere ancoraggio posteriore |
| Intrusione di molari estrusi | Recuperare spazio protesico nell’arcata antagonista |
| Distalizzazione | Senza dispositivi extraorali e senza collaborazione del paziente |
| Verticalizzazione di elementi inclinati | Preparazione protesica o implantare |
Il vantaggio che i pazienti apprezzano di più è indiretto: molti trattamenti che richiedevano un dispositivo extraorale visibile oggi si risolvono con una vite che non si vede.
Inserimento e caratteristiche
Sono viti in lega di titanio, di diametro e lunghezza variabili, autoperforanti o autofilettanti. L’inserimento è una procedura breve in anestesia locale, e nella maggior parte dei casi il carico può essere applicato subito: a differenza dell’impianto protesico, non serve attendere l’osteointegrazione, perché la ritenzione è meccanica.
La scelta di diametro e lunghezza dipende dal sito, dallo spessore dell’osso corticale e dallo spazio disponibile fra le radici. È lì che si concentra il rischio: la lesione di una radice durante l’inserimento è la complicanza più frequente, e si previene con la pianificazione radiografica del sito, non con l’esperienza della mano.
Perché a volte falliscono
Le cause ricorrenti sono poche e quasi tutte prevenibili. Osso corticale sottile nel sito scelto. Infiammazione dei tessuti molli attorno alla testa della vite, che è il motivo per cui l’igiene locale del paziente conta. Contatto con una radice. Sovraccarico immediato con forze eccessive.
Al paziente va spiegato che la zona va pulita con delicatezza ma con costanza, e che un rossore persistente attorno alla vite va segnalato subito e non aspettando il controllo.
La rimozione
A fine trattamento la vite si svita in pochi secondi, spesso senza anestesia, e il tessuto guarisce da solo in pochi giorni. È un dispositivo temporaneo per definizione, e questo va detto chiaramente al paziente quando si propone il piano: non è un impianto e non resta.
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