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Resine per provvisori
Resine acriliche in polvere e liquido e resine bis-acriliche in cartuccia automiscelante, per corone e ponti temporanei realizzati in studio. Il provvisorio non serve solo a coprire: protegge il moncone, mantiene lo spazio e guida la guarigione della gengiva fino alla consegna del definitivo.
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Acrilico o bis-acrilico
| Acrilico (polvere + liquido) | Bis-acrilico (cartuccia) | |
|---|---|---|
| Preparazione | Si dosa e si impasta | Si estrude, già miscelato |
| Calore in presa | Reazione esotermica marcata | Contenuto |
| Odore | Monomero pungente | Quasi assente |
| Rifinitura | Si lucida molto bene | Superficie già liscia, meno lavoro |
| Riparabilità | Facile da aggiungere e correggere | Meno pratico da ribasare |
| Costo | Contenuto | Superiore |
La regola pratica: bis-acrilico per il provvisorio veloce di uno o due elementi, dove conta il tempo alla poltrona. Acrilico per i provvisori a lunga durata, i ponti estesi e tutto ciò che dovrà essere ribasato o riparato più volte.
Il calore è il rischio da conoscere
La polimerizzazione dell’acrilico è esotermica, e se il manufatto resta sul moncone durante tutta la presa il calore arriva alla polpa. È una delle cause di sensibilità e di sofferenza pulpare dopo una preparazione protesica.
La tecnica che lo evita è semplice: si rimuove il provvisorio dal moncone prima della presa completa, mentre è ancora in fase plastica, e lo si fa polimerizzare fuori bocca. Un getto d’acqua durante la fase iniziale aiuta ulteriormente.
La chiave di silicone
Il provvisorio migliore nasce prima della preparazione: si prende un’impronta della situazione iniziale con un silicone per condensazione, si prepara il dente, poi si carica la resina nella chiave e la si riposiziona.
Il risultato riproduce la forma originale del dente, con i contatti e il profilo di emergenza già corretti. È molto più veloce che modellare a mano libera, e il paziente esce con qualcosa che assomiglia al suo dente.
Cementarlo senza compromettere il definitivo
Qui c’è l’errore che si paga dopo. L’eugenolo inibisce la polimerizzazione delle resine: se il provvisorio viene cementato con un cemento all’ossido di zinco-eugenolo, i residui sul moncone impediscono al cemento resinoso definitivo di indurire correttamente.
Quando è prevista una cementazione adesiva — ceramica integrale, intarsi, faccette — si usa un cemento provvisorio senza eugenolo fin dall’inizio, e si pulisce comunque il moncone a fondo prima della cementazione definitiva.
Lucidatura e margini
Un provvisorio ruvido o con margini debordanti infiamma la gengiva in pochi giorni, e alla consegna del definitivo ti ritrovi un tessuto sanguinante che rende difficile la cementazione. La rifinitura dei margini e la lucidatura non sono estetica: sono la condizione perché la gengiva arrivi sana all’appuntamento successivo.
Conservazione
Il monomero liquido è volatile e infiammabile: va tenuto ben chiuso, al riparo dalla luce e lontano da fonti di calore. Le cartucce di bis-acrilico si conservano con il puntale usato montato, che fa da tappo.
Vedi anche materiali da impronta e lo strumentario protesico.