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Autoclavi per studio dentistico

Autoclavi a vapore da 18, 23, 24 e 28 litri delle principali marche. È l’apparecchio su cui non conviene risparmiare: se si ferma, si ferma lo studio, e la classe sbagliata rende non sterili proprio gli strumenti che contano di più.

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La classe prima di tutto

Classe Cosa può sterilizzare
B Corpi cavi, materiali porosi e strumenti imbustati. È lo standard per l’odontoiatria
S Solo quanto dichiarato dal produttore, da verificare caso per caso
N Solo strumenti solidi non imbustati

La differenza sta nel vuoto frazionato: senza, il vapore non entra nel lume di una turbina o di un contrangolo. Un manipolo trattato in una classe N non è sterile all’interno anche se il ciclo si è concluso senza errori. Per uno studio odontoiatrico la classe B non è un’opzione premium, è il requisito.

Quanti litri servono

La capacità si calcola sul picco, non sulla media: quanti set servono nell’ora più intensa della giornata. Un’autoclave sottodimensionata non si vede nel bilancio, si vede in sala d’attesa.

Capacità Indicata per
Fino a 8-10 litri Studi monoposto, cicli rapidi, seconda macchina di appoggio
17-18 litri Una o due poltrone, il formato più diffuso
22-24 litri Due o più poltrone con buon volume di lavoro
28 litri e oltre Studi strutturati e poliambulatori

Molti studi con più poltrone preferiscono due macchine più piccole a una grande: se una si ferma per assistenza, il lavoro non si blocca. È una scelta che conviene valutare a parità di spesa.

Cosa guardare oltre alla capacità

Caratteristica Perché conta
Durata del ciclo completo Va contata con l’asciugatura, non solo la sterilizzazione
Ciclo rapido Permette di recuperare uno strumento fra due pazienti
Tracciabilità Stampante, USB o rete: la registrazione del ciclo è la prova
Gestione dell’acqua Carico automatico e serbatoio di scarico separato
Assistenza sul territorio Il tempo di intervento conta più della scheda tecnica

L’acqua è la prima causa di guasto

Va usata solo acqua demineralizzata o distillata. L’acqua di rete deposita calcare sulla resistenza e nel circuito, e il danno è graduale: la macchina prima allunga i cicli, poi va in errore. È il guasto più comune e il più facile da evitare.

Il serbatoio di scarico va svuotato con regolarità e non va mai reimmesso nel circuito di carico. Le guarnizioni del portello vanno pulite e controllate: una guarnizione sporca fa perdere pressione e manda in errore il ciclo.

Il ciclo non basta: serve il controllo

Il test di Bowie e Dick va eseguito a inizio giornata a camera vuota e verifica che il vapore penetri in modo uniforme. Insieme agli indicatori sulle buste e alla registrazione dei cicli, è ciò che rende la sterilità dimostrabile e non solo presunta.

Vedi anche termosigillatrici, vasche a ultrasuoni e lubrificatori per manipoli.