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Guida luminosa lampada fotopolimerizzabile 12mm

Il prezzo originale era: 28,95 €.Il prezzo attuale è: 21,51 €. +IVA

Lampada fotopolimerizzante WestCode 23A

Il prezzo originale era: 180,47 €.Il prezzo attuale è: 124,27 €. +IVA

Schermo protettivo UV

Il prezzo originale era: 38,63 €.Il prezzo attuale è: 17,93 €. +IVA

Lampada sbiancamento dentale 3 funzioni

Il prezzo originale era: 398,42 €.Il prezzo attuale è: 220,85 €. +IVA

Rilevatore carie luce fluorescente

Il prezzo originale era: 194,53 €.Il prezzo attuale è: 122,53 €. +IVA

Lampade per studio odontoiatrico

Lampade fotopolimerizzatrici, lampade per lo sbiancamento, rilevatori di carie e accessori. Sono strumenti a luce, dove quello che conta non è la potenza dichiarata ma la lunghezza d’onda: se non corrisponde a quella del materiale che stai usando, il risultato non arriva.

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Cosa trovi in questa sezione

Apparecchio A cosa serve
Lampade fotopolimerizzazione Indurire compositi, adesivi e cementi fotoattivati
Lampade sbiancamento Attivare il gel sbiancante nel trattamento in studio
Rilevatore carie Diagnosi con fluorescenza, senza radiazioni
Accessori Puntali, schermi protettivi, batterie e ricambi

La lunghezza d’onda prima della potenza

La quasi totalità dei compositi contiene canforchinone, che si attiva intorno ai 450-470 nanometri: qualsiasi lampada LED moderna lo copre. Il problema nasce con i materiali che usano fotoiniziatori alternativi, come la lucirina TPO o l’ivocerina, che lavorano più in basso, verso i 400 nm.

Una lampada a LED singolo non arriva lì, e il materiale resta morbido in profondità pur sembrando indurito in superficie. Per questo esistono le lampade poliwave, con più LED a lunghezze d’onda diverse: se usi materiali di marche diverse, sono l’unica scelta che non ti lascia scoperto.

Prima di comprare, controlla sulle schede dei compositi che usi quale fotoiniziatore contengono. È un dato che i produttori dichiarano e che nessuno legge.

Il dato che conta davvero: quanta luce arriva al dente

L’irradianza dichiarata sul depliant è misurata all’uscita del puntale, in condizioni ideali. Nella bocca la distanza dal restauro è di qualche millimetro e l’intensità cala in fretta.

Cosa guardare Perché
Irradianza reale a distanza di lavoro È quella che polimerizza, non il valore di targa
Diametro del puntale Deve coprire tutto il restauro: se è più piccolo servono più esposizioni
Uniformità del fascio Molte lampade hanno zone d’ombra ai bordi
Gestione del calore Cicli lunghi e ravvicinati scaldano la polpa
Autonomia della batteria Una batteria scarica riduce l’intensità prima di spegnersi

Il radiometro è il modo per verificarlo: una lampada perde intensità nel tempo senza che nessuno se ne accorga, e i restauri che non tengono vengono attribuiti al materiale.

Protezione degli occhi

La luce blu affatica la retina, e in una giornata l’esposizione si ripete decine di volte. Lo schermo arancione in dotazione va usato sempre, e per l’operatore esistono occhiali filtranti dedicati. Guardare direttamente la punta mentre si polimerizza è un’abitudine che si paga negli anni.

Sbiancamento e rilevamento carie

Le lampade per lo sbiancamento accelerano l’attivazione del perossido nel trattamento in poltrona e vanno abbinate ai gel professionali, con i tessuti molli isolati.

Il rilevatore di carie lavora invece per fluorescenza: individua la demineralizzazione nei solchi prima che sia visibile, e permette di intervenire in modo conservativo. Non sostituisce la radiografia, la affianca dove la radiografia vede poco.