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Scala colori VITA 3D master

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Scala colori dentale

La scala colori serve a comunicare al laboratorio un dato che a parole non esiste. “Bianco naturale” non significa niente: una sigla come 2M2 sì. È lo strumento che decide se una corona si integra o si vede.

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Come si legge la VITA 3D-Master

A differenza delle scale tradizionali ordinate per gruppi di tonalità, la 3D-Master organizza i colori su tre parametri misurabili, e si legge nella sequenza in cui è costruita.

Passo Parametro Come si sceglie
1 Luminosità (valore) Si individua il gruppo, da 1 (più chiaro) a 5 (più scuro)
2 Croma (saturazione) Dentro il gruppo, dal meno al più saturo
3 Tinta M neutro, L più giallo, R più rosso

Il codice 2M2 si legge quindi così: gruppo di luminosità 2, tinta media, croma 2. L’ordine conta — si parte sempre dalla luminosità, perché è il parametro che l’occhio percepisce per primo e l’errore più difficile da correggere in laboratorio.

Le condizioni della rilevazione

Il colore va preso all’inizio della seduta, prima che il dente si disidrati: bastano pochi minuti di isolamento e lo smalto schiarisce, dando un colore che non è quello reale. È l’errore più frequente in assoluto, e produce corone troppo chiare.

Fattore Regola pratica
Luce Luce naturale o lampada a 5.500 K; mai la lampada operatoria
Tempo di osservazione Pochi secondi per volta: l’occhio si adatta e sbaglia
Sfondo Neutro; far togliere rossetto e allontanare abiti molto colorati
Idratazione Dente umido, prima di qualsiasi isolamento
Posizione Campione accostato al dente, alla stessa altezza dell’occhio

Un colore solo non basta

Un dente naturale non ha una tinta uniforme: il colletto è più saturo, il corpo rappresenta la tonalità di riferimento, il margine incisale è più traslucido e spesso più grigio. Sui denti anteriori conviene indicare al laboratorio le tre zone separatamente.

Il modo più efficace per comunicarle è la fotografia: campione accostato al dente, entrambi nella stessa inquadratura e con la stessa luce. Il laboratorio vede la relazione fra i due, non deve fidarsi di una sigla scritta su un foglio.

Manutenzione

I campioni si consumano e si macchiano con il tempo, e una scala sbiadita porta a scelte sbagliate senza che nessuno se ne accorga. Vanno puliti con detergenti non abrasivi, conservati al riparo dalla luce diretta e sostituiti quando la superficie perde uniformità.