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Fluorizzazione professionale

Fluorizzazione professionale

Fluorizzazione professionale

 

La fluorizzazione professionale è la procedura odontoiatrica con il miglior risultato nella prevenzione della carie dentale. Essendo il fluoruro l’unico elemento con certe proprietà cario profilattiche, dimostrate da numerosi studi clinici. 

La fluorizzazione locale riesce a prevenire l’insorgere della carie attraverso l’effetto di rimineralizzazione sulle superfici dentali demineralizzate a seguito dell’attacco degli acidi della placca batterica. Allo stesso tempo, il fluoro “sigilla” i canali dentinali, avendo l’effetto di ridurre la sensibilità dentinale.

 

La fluorizzazione può essere eseguita anche personalmente dai pazienti. Ma a causa del rischio di un uso intensivo, con frequenza esagerata o in quantità troppo elevate (situazione in cui si verifica una intossicazione cronica da fluoro). E più prudente eseguirla nel studio dentistico.

 

Quando è indicata la fluorizzazione?

La fluorizzazione professionale è un trattamento facile, veloce, ma con straordinari benefici per una vasta gamma di pazienti esposti ad attacco carioso, come:

 

  • Nei bambini di età superiore ai 2 anni, quando dovrebbero essere evitate le “carie da biberon” che compaiono a livello dei denti da latte.
  • Come regola generale, per proteggere i denti permanenti, la fluorizzazione viene effettuata nei primi due anni dopo la loro eruzione.
  • Persone con difficoltà nel mantenere un’igiene orale soddisfacente, compresi i pazienti con diversi gradi di disabilità come la malattia down.
  • Persone con una struttura carente dei tessuti duri dentali, comprese anomalie genetiche (amelogenesi imperfetta), in cui troviamo un esplosione di carie attiva o aree incipienti di demineralizzazione dello smalto.
  • Pazienti con xerostomia, che non beneficiano più dell’azione protettiva della saliva.
  • Pazienti con ipersensibilità dentinale.
  • Pazienti con protesi fisse (ponti, corone di copertura), in edentazioni parziali.
  • Pazienti che indossano apparecchi ortodontici.
  • Pazienti con parodontite, che hanno esposto superfici variabili delle radici dei denti, per prevenire la carie.
  • Come regola generale dopo ogni detartarggio.

 

Quali sono i prodotti utilizzati?

 

  1. Il fluoruro di sodio, sotto forma di soluzione, gel, schiuma o vernice, è il più utilizzato, ha un gusto accettabile e non ha aromi aggiunti. Si applica ogni 3-6 mesi, in 4-5 sedute consecutive, richiedendo un tempo di azione da 30 secondi ad un massimo di 4 minuti. A seguito di queste applicazioni, il fluoruro di sodio può ridurre fino al 29% il numero di nuove carie dentali dal momento della fluorizzazione .
  2. Il fluoruro di stagno è instabile e viene preparato (in loco) come soluzione all’8%. La presenza di stagno gli conferisce vere e proprie proprietà antibatteriche agendo sui microrganismi Gram (+) e Gram(-), tra cui il principale “colpevole” della carie, lo Streptococcus Mutans. Il fluoruro di stagno viene applicato 1-2 volte all’anno e riduce l’incidenza della carie del 32%. Il prodotto è però frequentemente rifiutato dai pazienti, perché ha un sapore amaro, metallico e produce una colorazione marrone irreversibile delle superfici dentali, attraverso l’accumulo di stagno nelle zone demineralizzate.
  3. Il fosfato di fluoro acidificato sotto forma di soluzione, gel, schiuma ha un sapore amaro, ma a differenza dei composti di stagno non provoca macchie sui denti o irritazioni gengivali. Viene applicato 1-2 volte all’anno e può ridurre l’incidenza della carie del 28%.

Il suo utilizzo è controindicato in pazienti con otturazioni in vetroionomero/composito, corone in ceramica e impianti dentali in titanio, in quanto il pH acido crea strutture porose e favorisce la corrosione.

 

 Come si effettua la fluorizzazione?

In primo luogo, il paziente deve eseguire una spazzolatura personale, che è, il più delle volte, sufficiente. La spazzolatura professionale o la detartrasi viene eseguita solo per i pazienti in cui si rilevano evidenti depositi di tartaro dentale o macchie dei denti legate all’alimentazione. Perché la loro presenza impedisce agli ioni fluoruro di entrare in contatto con lo smalto dei denti.

 

Per applicare le soluzioni mediante sbiancamento è necessario isolare il campo operatorio, con rulli, impacchi o aspiratore, per evitare l’ingestione di questi preparati. Spazzolatura professionale

Il metodo più utilizzato, è l’applicazione di gel fluorurati in apposite mascherine di gomma (simili ai porta impronte).

 

Una volta applicate, le preparazioni al fluoro, in qualsiasi forma devono rimanere nel cavo orale per un periodo di 30 secondi-4 minuti. Successivamente, al paziente viene chiesto di sputare, e per 30 minuti non deve sciacquarsi la bocca, né mangiare né bere, per permettere al fluoruro di penetrare nelle strutture dentali.

 

Per gli adulti la fluorizzazione viene effettuata in 4 sedute consecutive, a distanza di una settimana, che verranno ripetute ogni 3, 6, 12 mesi.

 

 Per i bambini, la fluorizzazione locale verrà effettuata dopo i 2 anni, preferibilmente con vernici, due volte all’anno fino all’età di 15 anni, per coprire l’intero periodo di eruzione dei denti permanenti.

 

Nonostante le controversie che circondano gli effetti a lungo termine e sistemici del fluoruro, la procedura professionale di fluorizzazione topica è un modo dimostrato di efficacia per trattare le lesioni cariose precoci, fornire ai denti resistenza a ulteriori attacchi acidi e può essere utilizzata sia negli adulti che nei bambini, per tutta la vita.