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Estrazione dentale

Estrazione dentale

Estrazione dentale

 

L’estrazione del dente è una procedura che spaventa la maggior parte delle persone ed è considerata una delle procedure dentali più traumatiche e dolorose. A differenza degli adulti, l’estrazione dei denti temporanei dei bambini o l’estrazione dei diabetici presentano alcune peculiarità.

Ma questi timori sono, il più delle volte, infondati. Le estrazioni dentali vengono eseguite in anestesia locale, quindi l’estrazione del dente non fa male. Gli anestetici locali hanno il ruolo di bloccare la trasmissione degli stimoli dolorosi, ma non quelli meccanici, quindi l’unica sensazione che si può avvertire è una leggera pressione quando il medico manipola i rispettivi strumenti.

 

Quando è indicata un’estrazione?

  • Quando il rispettivo dente non può più essere restaurato con i consueti mezzi protesici ( otturazioni, corone di copertura, ecc.) perché affetto in larga misura da carie, presenta una frattura estesa o otturazioni multiple e voluminose.
  • Quando il dente è molto mobile, in caso di malattie parodontali.
  • Quando i trattamenti endodontici falliscono
  • Come fase preliminare al trattamento ortodontico, prima dell’applicazione di apparecchi dentali, quando non c’è abbastanza spazio sull’arcata

 

Quando non è indicata l’estrazione di un dente?

  • nelle donne in gravidanza, nel primo e terzo trimestre di gravidanza, non essendo tra gli interventi dentali consentiti durante la gravidanza
  • in pazienti che hanno recentemente (negli ultimi 6 mesi) subito un infarto del miocardio.
  • pazienti con un sistema immunitario indebolito, in trattamento con citostatici, radioterapia, immunosoppressori (nella leucemia, nel cancro, dopo un trapianto d’organo)
  • nei pazienti con disturbi della coagulazione o che sono in trattamento anticoagulante, senza il preventivo consenso di un ematologo.

Naturalmente, sia le indicazioni che le controindicazioni variano da un caso all’altro, essendo il vostro dentista in grado di prendere la decisione di estrarre un dente. Per una corretta scelta e per ridurre al minimo il rischio di complicanze (l’estrazione essendo una manovra cruenta) è importante informare il medico:

 

  •  qualsiasi condizione di cui soffri attualmente, in particolare quelle croniche (diabete, malattie cardiache, renali, epatiche) o altri antecedenti (infarto miocardico, accidente vascolare, ecc.)
  •  qualsiasi incidente precedente, in caso di altra estrazione o manovra emorragica (emorragia prolungata, reazione allergica, ecc.)
  •  tutti i farmaci che stai assumendo al momento dell’estrazione

 

Le estrazioni dentali sono di due tipi:

 

  1. Semplice, non chirurgico, quando l’accesso al dente è diretto, la visibilità è buona, la corona del dente è abbastanza forte e non c’è rischio di frattura. Si esegue con strumenti classici: l’elevatore, che rompe i legamenti che sostengono il dente nell’alveolo, e la pinza da estrazione, adatta a ogni tipo di dente.
  2. Chirurgico, quando il dente non è direttamente accessibile, è compreso, quando sono presenti residui radicolari, o quando c’è il rischio che le forze richieste per una semplice estrazione siano troppo elevate (l’osso alveolare può essere fratturato, il seno mascellare può essere aperto, il dente può essere fratturato).

Prima di optare per questa procedura radicale, il dentista analizza alcuni fattori che possono influenzare la difficoltà e il successo dell’estrazione:

 

  •  il grado di mobilità dei denti, maggiore nella parodontite
  •  densità ossea alveolare (l’osso attorno al dente che lo sostiene)
  •  la forma e il numero delle radici (l’estrazione è tanto più difficile se il dente ha più radici e queste sono più divergenti, più lontane tra loro)
  •  il grado di ipercementosi (eccessiva deposizione di cemento dentale sulla superficie delle radici) che è maggiore negli anziani
  •  la vicinanza delle radici ai seni mascellari o al canale mandibolare

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