Dolore dopo la detartrasi

Dolore dopo la detartrasi
Cos’è:
La detartrasi/ablazione o comunemente chiamata pulizia dei denti è la procedura odontoiatrica per rimuovere la placca indurita depositata sulla superficie dei denti, sopragengivale o al di sotto del livello gengivale, chiamata tartaro. Il paziente, che ha a cuore la salute orale e comprende la necessità di regolari controlli medici, una volta
ogni 6 mesi nello studio dentistico, accetterà la procedura di ablazione del tartaro quando viene consigliata dal dentista. Il concetto secondo cui il tartaro duro ha il ruolo di proteggere i denti è sbagliato, ma alcuni pazienti rifiutano la detartrasi pensando che “se i denti non mi fanno male e niente mi dà fastidio perché dovrei intervenire?
Naturalmente, nella fase iniziale, quando i depositi sono piccoli, il tartaro non provoca dolore o disagio.
A volte, dipende dalle superfici su cui si deposita. Nel tempo, però, il tartaro favorisce la deposizione di una notevole quantità di placca batterica, che diventerà sempre più difficile da rimuovere con il regolare spazzolamento, soffocherà la gengiva e il parodonto marginale, provocando gengive sanguinanti, retrazione gengivale, gengivite e successivamente parodontite. Il dolore dopo la detartrasi è un fenomeno affrontato da alcuni pazienti, essendo il più comune tra quelli con depositi significativi di tartaro, ipersensibilità dentale o quelli in cui il tartaro ha causato l’infiammazione delle parti molli.
Soluzioni:
Durante l’ablazione del tartaro, i pazienti avvertono solo pressione, non dolore. La detartrasi ad ultrasuoni è controindicata nelle persone che hanno un riflesso di vomito
accentuato, problemi respiratori (asma, enfisema polmonare, fibrosi cistica), pazienti con pacemaker o denti con superfici radicolari esposte.
Un lieve dolore può verificarsi in quelli con gengivite, malattia parodontale, tasche parodontali e ipersensibilità dentale. In questi pazienti può essere applicato un anestetico locale che annullerà la sensibilità delle parti molli durante la pulizia. Inoltre, un leggero sanguinamento delle gengive durante l’operazione non è anormale! Una bandiera rossa è un’emorragia massiccia che non può essere fermata; il paziente non deve lasciare lo studio con gengive sanguinanti (si può pensare che abbia un’altra malattia di cui non è a conoscenza e che può mettere in pericolo la sua vita – disturbi della coagulazione del sangue, emofilia). Nel caso di chi ha una spiccata sensibilità dei denti, chi sperimenta disagio e quando ci si lava i denti, l’anestetico locale aiuta e può essere consigliata.
Conclusione:
“Sono stato dal dentista e non ho provato dolore, ma ho invece riscontrato un aumento della sensibilità e delle gengive infiammate al momento della partenza.”
Questa è l’osservazione di molti pazienti dopo il primo intervento di detartrasi. Dopo la pulizia dentale, la sensibilità al caldo e al freddo è normale perché i denti sensibilizzati dal tartaro sono ora esposti agli stimoli ambientali. Il dentista può consigliare un analgesico (nurofen, paracetamolo) a chi ha patologia orale associata, in cui il dolore dopo la detartrasi è accentuato. In caso di dolore persistente, sensibilità o infiammazione delle gengive non alleviati dai farmaci, il paziente deve segnalarlo al dentista e tornare in studio. L’intervento di detartrasi viene completato da una spazzolatura professionale con paste abrasive, che ha il ruolo di rimuovere ogni traccia di tartaro e placca batterica, e di lucidare la superficie dei denti. L’uso di queste paste abrasive può contribuire ad aumentare la sensibilità dei denti, ma questo è temporaneo.
Nota:
Al fine di accelerare la guarigione dell’infiammazione gengivale e prevenire ulteriori depositi di tartaro, si consiglia al paziente di utilizzare a casa il collutorio con clorexidina. oppure usare UltraEZ gel desensibilizzante siringa 1×1.2ml Dopo aver eseguito la spazzolatura professionale, i denti acquisiscono un colore più bianco, un aspetto sano e attraente che ti farà sicuramente tornare per la pulizia dei denti dopo 6 mesi!